BENESSERE – APRILE 2020

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Voglio condividere con voi questa lettera “dal futuro” scritta da Francesca Melandri, scrittrice Italiana, che e` in lockdown a Roma da 3 settimane per il Covid-19 outbreak, esattamente come me.  Ci racconta i diversi stati d’animo che avremo nelle settimane a venire.

Ti scrivo dall’Italia, quindi ti scrivo dal tuo futuro. Siamo dove sarai tra pochi giorni. Le curve dell’epidemia ci mostrano abbracciare una danza parallela dove siamo a pochi passi da te, come Ohan era con noi poche settimane fa. Vediamo che ti comporti come abbiamo fatto noi. Abbiamo le stesse conversazioni che abbiamo fatto qualche tempo fa, tra quelli che hanno detto che avevamo a che fare con qualcosa come l’influenza e quelli che avevano capito. Da qui, dal tuo futuro, sappiamo per esempio che quando ti diranno di rimanere chiuso in casa, altri faranno affidamento su Foucault e altri su Hobbes. Molto presto, tuttavia, inizierai a fare altre cose. Prima di tutto, mangerai. E non solo perché cucinare sarà una delle poche cose che puoi fare. I social media presenteranno team che forniranno suggerimenti su come trascorrere il tempo in modo costruttivo. Ti abbonerai a tutto e dopo pochi giorni non sarai più in grado di farlo. Uscirai dai tuoi scaffali la peste di Kamy, ma scoprirai che non hai alcun desiderio di leggerlo.

Mangerai di nuovo.

Dormirai male.

Ti starai chiedendo del futuro della democrazia.

Avrai una vita sociale senza rivali, tra aperitivi in ​​chat, appuntamenti Zoom e cene Skype.

Ti mancheranno i tuoi figli adulti più che mai e rimarrai bloccato nello stomaco pensando che, per la prima volta da quando hai lasciato la casa, non hai idea di quando rivederli.

Vecchie differenze, vecchi odi cesseranno di avere importanza. Chiamerai in un mondo che hai promesso di non rivedere mai più.

Molte donne saranno maltrattate a casa.

Ti starai chiedendo cosa faranno quelli che non possono stare a casa perché, semplicemente, non hanno una casa.

Ti sentirai vulnerabile quando esci a fare shopping in strade vuote, soprattutto se sei una donna. Ti chiederai se questo è il modo in cui le società collassano, se lo fanno così rapidamente, ti proibirai di farlo.

Tornerai a casa, mangerai di nuovo. Ingrasserai.

Cercherai su Internet video di fitness.

Riderai, riderai molto. Otterrai un umorismo nero e sarcastico, tagliando le vene.

Anche quelli che li prendono tutti sul serio realizzeranno l’assurdità dell’esistenza umana.

Uscirai con i tuoi amici in code organizzate fuori dai negozi, ma a distanza di sicurezza.

Vedrai chiaramente davanti a te tutto ciò di cui non hai bisogno.

La vera natura delle persone intorno a te ti sarà rivelata. In altri sarai confermato, in altri sarai sorpreso.

I grandi intellettuali che fino ad oggi hanno parlato di tutto scompaiono dai media, altri ricorrono a generalizzazioni intelligenti che mancano di empatia e smetterai rapidamente di ascoltarli. Le persone che hai sottovalutato saranno a loro volta generose, chiare e rassicuranti.

Coloro che considerano ciò che sta accadendo in un’opportunità di rigenerazione del pianeta ti aiuteranno ad ampliare i tuoi orizzonti ma allo stesso tempo ti infastidiscono: il pianeta respira la riduzione di CO2, ma come paghi le bollette alla fine del mese? Non sapresti se assistere alla nascita del mondo di domani è qualcosa di grandioso o miserabile.

Suonerai musica sui balconi. Quando canterai “I Will Survive”, ti guarderemo, mentre guardavamo mentre cantavamo da Ohan, dove cantavano sui balconi a febbraio.

Molti si addormenteranno pensando che la prima cosa che faranno quando sarà finita è divorziare. Avvierà la nascita di molti bambini.

I tuoi figli parteciperanno a lezioni online, si sentiranno insopportabili, ti daranno gioia. Mostreranno disobbedienza e dirai loro che se escono afferreranno il virus e moriranno. Proverai a non pensare a quelli che muoiono da soli negli ospedali. Dovrai lanciare petali di rosa allo staff medico.

Ti diranno quanto la società unita è nella causa comune e che sei nella stessa barca. Sarà vero. Questa esperienza cambierà per sempre il tuo approccio individuale. Ma le differenze di classe contano. Essere rinchiusi in una casa con un giardino non equivale a vivere in un condominio occupato. E lavorare da casa non equivale a perdere il lavoro. La barca di fronte al virus si dimostrerà non così robusta per tutti come non lo è mai stata.

Ad un certo punto ti renderai conto che è davvero difficile.

Sarai spaventato. Parlerai con i tuoi cari o li manterrai all’interno per evitare che siano preoccupanti. Mangerai di nuovo.

Abbiamo questi da dirti sull’Italia per il tuo futuro. Ma è una profezia a breve termine, a pochi giorni di distanza. Se guardiamo al futuro lontano, al futuro che è ed è sconosciuto per noi, possiamo solo dire una cosa: quando tutto sarà finito, il mondo non sarà più lo stesso.

(*) Francesca Melandri 2020

The acclaimed Italian novelist Francesca Melandri, who has been under lockdown in Rome for almost three weeks just like me,  has written a letter to fellow Europeans “from your future”, laying out the range of emotions people are likely to go through over the coming weeks.

I am writing to you from Italy, which means I am writing from your future. We are now where you will be in a few days. The epidemic’s charts show us all entwined in a parallel dance.

We are but a few steps ahead of you in the path of time, just like Wuhan was a few weeks ahead of us. We watch you as you behave just as we did. You hold the same arguments we did until a short time ago, between those who still say “it’s only a flu, why all the fuss?” and those who have already understood.

As we watch you from here, from your future, we know that many of you, as you were told to lock yourselves up into your homes, quoted Orwell, some even Hobbes. But soon you’ll be too busy for that.

First of all, you’ll eat. Not just because it will be one of the few last things that you can still do.

You’ll find dozens of social networking groups with tutorials on how to spend your free time in fruitful ways. You will join them all, then ignore them completely after a few days.

You’ll pull apocalyptic literature out of your bookshelves, but will soon find you don’t really feel like reading any of it.

You’ll eat again. You will not sleep well. You will ask yourselves what is happening to democracy.

You’ll have an unstoppable online social life – on Messenger, WhatsApp, Skype, Zoom…

You will miss your adult children like you never have before; the realisation that you have no idea when you will ever see them again will hit you like a punch in the chest.

Old resentments and falling-outs will seem irrelevant. You will call people you had sworn never to talk to ever again, so as to ask them: “How are you doing?” Many women will be beaten in their homes.

You will wonder what is happening to all those who can’t stay home because they don’t have one. You will feel vulnerable when going out shopping in the deserted streets, especially if you are a woman. You will ask yourselves if this is how societies collapse. Does it really happen so fast? You’ll block out these thoughts and when you get back home you’ll eat again.

You will put on weight. You’ll look for online fitness training.

You’ll laugh. You’ll laugh a lot. You’ll flaunt a gallows humour you never had before. Even people who’ve always taken everything dead seriously will contemplate the absurdity of life, of the universe and of it all.

You will make appointments in the supermarket queues with your friends and lovers, so as to briefly see them in person, all the while abiding by the social distancing rules.

You will count all the things you do not need.

The true nature of the people around you will be revealed with total clarity. You will have confirmations and surprises.

Literati who had been omnipresent in the news will disappear, their opinions suddenly irrelevant; some will take refuge in rationalisations which will be so totally lacking in empathy that people will stop listening to them. People whom you had overlooked, instead, will turn out to be reassuring, generous, reliable, pragmatic and clairvoyant.

Those who invite you to see all this mess as an opportunity for planetary renewal will help you to put things in a larger perspective. You will also find them terribly annoying: nice, the planet is breathing better because of the halved CO2 emissions, but how will you pay your bills next month?

You will not understand if witnessing the birth of a new world is more a grandiose or a miserable affair.

You will play music from your windows and lawns. When you saw us singing opera from our balconies, you thought “ah, those Italians”. But we know you will sing uplifting songs to each other too. And when you blast I Will Survive from your windows, we’ll watch you and nod just like the people of Wuhan, who sung from their windows in February, nodded while watching us.

Many of you will fall asleep vowing that the very first thing you’ll do as soon as lockdown is over is file for divorce.

Many children will be conceived.

Your children will be schooled online. They’ll be horrible nuisances; they’ll give you joy.

Elderly people will disobey you like rowdy teenagers: you’ll have to fight with them in order to forbid them from going out, to get infected and die.

You will try not to think about the lonely deaths inside the ICU.

You’ll want to cover with rose petals all medical workers’ steps.

You will be told that society is united in a communal effort, that you are all in the same boat. It will be true. This experience will change for good how you perceive yourself as an individual part of a larger whole.

Class, however, will make all the difference. Being locked up in a house with a pretty garden or in an overcrowded housing project will not be the same. Nor is being able to keep on working from home or seeing your job disappear. That boat in which you’ll be sailing in order to defeat the epidemic will not look the same to everyone nor is it actually the same for everyone: it never was.

At some point, you will realise it’s tough. You will be afraid. You will share your fear with your dear ones, or you will keep it to yourselves so as not to burden them with it too.

You will eat again.

We’re in Italy, and this is what we know about your future. But it’s just small-scale fortune-telling. We are very low-key seers.

If we turn our gaze to the more distant future, the future which is unknown both to you and to us too, we can only tell you this: when all of this is over, the world won’t be the same.

©️ Francesca Melandri 2020

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