BENESSERE – SETTEMBRE 2018

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LA PRATICA DELLA FELICITA`

Dal maestrobuddhista zen vivente, Thich Nhat Hanh. Ecco i tre metodi per nutrire la felicità, illuminanti, coerenti, efficaci, ma anche impegnativi e responsabilizzanti.

L’obiettivo è ridurre lo stressed il malessere prodotto dagli stili competitivi e discriminatori.

E’ finito il tempo del dare sempre la colpa ad altri delle nostre sofferenze, rabbia, irritazioni, è giunto il momento di capire chela vera felicità nasce da dentro di noi, non dipende dalle condizioni esterne.

Il primo metodo per nutrire la felicità consiste nel guardare e riconoscere che abbiamo già molte condizioni di felicità nel nostro corpo e tutt’intorno a noi. Abbiamo occhi in grado di vedere, orecchie in grado di sentire, corpi ancora funzionanti. Abbiamo intorno aria da respirare, un cielo bellissimo. Dobbiamo essere solo veramente presenti nel qui ed ora per vedere tutto questo.

Il secondo metodo per generare la felicità è quello di confrontare la nostra situazione attuale con situazioni di infelicità del passato. Abbiamo tutti sperimentato momenti di difficoltà o situazioni in cui abbiamo sofferto profondamente. Se richiamiamo alla mente quelle immagini e le confrontiamo con il momento presente vediamo chiaramente che la nostra situazione attuale è decisamente migliore: con questa consapevolezza, in noi nasce subito la felicità.

Il terzo metodo per nutrire la felicità consiste nel restare concentrati sul momento presente e praticare l’arte di vivere sia con la gioia che con la sofferenza, accettando ed abbracciando la sofferenza che proviamo, invece di combatterla o reprimerla. Una mamma abbraccia il suo bambino quando piange così egli smette, allo stesso modo noi possiamo abbracciare la nostra sofferenza per placarla e all’improvviso si fa spazio per la gioia. Non combattere o lottare con la tua sofferenza, limitati a riconoscerla ed abbracciarla, e potrai sentire nascere in te gioia e felicità.

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